Zona 42: quelli che vogliono restituirvi la fantascienza

Zona 42: quelli che vogliono restituirvi la fantascienza

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C’è un momento nella vita di ogni appassionato di fantascienza — se avete più di trent’anni lo ricorderete bene — in cui entri in libreria, cerchi qualcosa di nuovo, qualcosa che non sia l’ennesima ristampa di Asimov o Philip K. Dick, e torni a casa a mani vuote. Di nuovo. Come sempre. Giorgio Raffaelli, futuro co-fondatore di Zona 42, racconta che agli inizi degli anni 2000 si è ritrovato senza più libri da leggere e ha iniziato a cercare i testi che gli interessavano in lingua originale. E quando inizi a leggere un libro più bello dell’altro, da lettore non vedi l’ora di condividerli con gli amici. Da questa frustrazione molto concreta — e da una buona dose di quello che gli inglesi chiamano audacity — nasce nel 2014, a Modena, Zona 42. Il nome è già un programma. Da una parte la “Zona”, ambiente della meraviglia e dell’inquietudine, il luogo principe dove si dispiegano le potenzialità dell’immaginazione; dall’altra il “42”, ovvero la risposta alla domanda fondamentale sull’universo, la vita e tutto quanto. Se avete sorriso, siete nel posto giusto. Altrimenti, leggete la Guida galattica per gli autostoppisti.


Un editore che non doveva esistere

Partiamo da una premessa onesta: scegliere di occuparsi di letteratura di genere dieci anni fa era qualcosa di profondamente spericolato. Tutti gli editori che si erano occupati di fantascienza nei decenni precedenti stavano sparendo dagli scaffali. Il mercato italiano sembrava aver deciso che la fantascienza fosse roba da ragazzini o da vecchi nostalgici. Raffaelli e il suo socio Marco Scarabelli hanno ignorato cortesemente questa opinione e sono andati avanti lo stesso. Il risultato, dieci anni dopo, è una delle case editrici indipendenti più interessanti del panorama italiano: Zona 42 crede nelle qualità letterarie della narrativa di genere, nella sua capacità di suscitare meraviglia ed emozione, considerando fantascienza, fantastico, horror e weird tra gli strumenti più utili per riflettere sulla contemporaneità. Parole che, se ci avete seguito fin qui, suonano familiari. 


Come funziona: le collane

Zona 42 pubblica su tre binari principali, e vale la pena conoscerli per orientarsi nel catalogo. I Libri dell’Iguana è la collana principale: romanzi scelti, spesso inediti in Italia, che combinano solidità fantascientifica e ambizione letteraria. È qui che troverete i titoli più impegnativi e più vicini alla visione speculativa che ci interessa. 42Nodi è la collana di narrativa breve — libri di un centinaio di pagine — che spaziano tra i generi. L’obiettivo è permettere ai lettori di assaggiare generi che li incuriosiscono senza dover investire il tempo necessario a leggere un romanzo completo. Perfetti per chi vuole capire se il weird o l’horror speculativo fa per lui, senza impegnarsi troppo. Caronte è la collana horror, arrivata più di recente e rivelatasi un sorprendente successo, uno dei punti di forza degli ultimi anni.


Cosa leggere: una selezione per lettori di OltreFinzione

Non tutti i libri di Zona 42 fanno per voi. Alcuni sono fantascienza di intrattenimento puro, e non c’è nulla di male in questo. Ma se siete qui è perché vi interessa la narrativa speculativa che graffia, che mette in crisi, che usa il futuro come specchio deformante del presente. Ecco dove guardare. Shingai Njeri Kagunda — autrice keniota, nella collana 42Nodi. Se volete capire cosa significa afrofuturismo applicato alla narrativa breve, da qui si parte. Una voce completamente fuori dagli schemi occidentali della fantascienza. Lindsey Drager — americana, inserita tra i titoli de I Libri dell’Iguana. La sua prosa smonta e rimonta le strutture narrative come se fossero pezzi di un meccanismo da orologiaio. Non è fantascienza nel senso classico. È esattamente per questo che ci interessa. Rachel Swirsky — premio Nebula, nella collana 42Nodi. Storie brevi che usano il fantastico per parlare di perdita, trasformazione, identità. Il tipo di narrativa che un lettore di literary fiction riconosce immediatamente come “letteratura vera”. Alessandro Vietti — italiano, I Libri dell’Iguana. L’idea di base è semplice: come finanziare la missione per Marte? Trasformandola nel più grande reality della storia. Sembra una premessa leggera; non lo è. John LanganIl pescatore, 2024. Horror letterario americano che usa il soprannaturale per esplorare il lutto e la perdita. Per chi ha amato autori come Paul Tremblay o Jeff VanderMeer e vuole spingersi oltre.


Cosa sta arrivando: il 2025-2026

Qui le cose si fanno interessanti, perché Zona 42 sembra aver cambiato marcia proprio negli ultimi due anni.

Il 2025 ha portato alcune delle uscite più ambiziose della storia della casa editrice. Natalia Guerrieri con Falena, Nicoletta Vallorani con Ogni cosa e nessuna (e un nuovo libro di Vallorani è sempre un evento, come scrivono loro stessi senza falsa modestia), Sofia Ajram con Colpo di grazia — romanzo d’esordio della canadese che chiude l’annata dei Libri dell’Iguana. Per Caronte è arrivato Teratocene, la prima antologia horror italiana della collana, e tra i Nodi ha fatto capolino Octavia Cade con Felicità, che già dal titolo suggerisce qualcosa di insidioso.

Per il 2026 il programma è ancora più denso. Dopo un anno dedicato alla fantascienza italiana, Zona 42 torna a esplorare la produzione straniera con quattro titoli scelti per offrire un assaggio variegato e affascinante del panorama internazionale.

Già uscito a febbraio: Un’altra Terra di Deborah Tomkins, romanzo d’esordio che affronta con freschezza inusuale un topos classico della fantascienza — i mondi paralleli con destini opposti — vincitore dell’Inaugural Novella Prize di Weatherglass Books, scelto da Ali Smith.

Il nome di Ali Smith come selezionatrice non è un dettaglio: è una delle voci più affilate della literary fiction contemporanea, e il fatto che abbia premiato questo romanzo dice qualcosa sulla direzione in cui Zona 42 sta guardando.

In arrivo nel corso dell’anno: Red Star Hustle di Sam J. Miller, già nelle classifiche americane dei più venduti — space opera esplosiva che riesce a infilare riflessioni mai banali sullo stato del presente tra imperatori pazzi, ribellioni planetarie e battaglie tra robottoni giganti.

Suona divertente? Lo è, ma Miller non scrive mai solo per divertire.

Per Caronte, invece, arriverà Where Furnaces Burn di Joel Lane, vincitore del World Fantasy Award, raccolta di racconti in cui un investigatore anonimo esplora la provincia industriale inglese sfumando i confini tra ricerca esoterica e noir metropolitano — con una prefazione esclusiva di Ramsey Campbell.

Tra i Nodi di primavera segnaliamo due titoli che sembrano fatti apposta per i lettori di OltreFinzione: Philip Gelatt & JT Petty — sceneggiatori di Love, Death + Robots e di alcune delle serie videoludiche più disturbanti degli ultimi anni — con una novella sui segreti dietro l’ascesa del primo sestilionario al mondo, tra magia e postcapitalismo d’assalto. E Valo Pusceddu, esordiente, con una storia di viaggi nel tempo e marketing nell’era degli influencer descritta da Zona 42 stessa come “di una cattiveria esemplare”. Alta aspettativa.


Perché questo ci riguarda

Zona 42 punta a pubblicare romanzi che, pur con una base fantascientifica solida e un tasso di meraviglia tangibile, possano interessare anche quei lettori curiosi che non si considerano tradizionalmente lettori di genere. È esattamente il pubblico che OltreFinzione vuole raggiungere — il lettore esigente che non ha ancora capito che la migliore fantascienza contemporanea fa quello che la literary fiction a volte non osa più fare: mettere tutto in discussione.

Dodici anni di attività, una decina di titoli l’anno, zero compromessi sul piano editoriale. 

Nota: il contenuto è stato generato con l’aiuto di Claude AI

Ergo Scripsit

"There is no dark side of the moon, really. Matter of fact it's all dark."

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